Coronavirus, speranza per un vaccino. A Oxford, test su 6.000 volontari

Procede la sperimentazione, che ora testerà l'efficacia sugli umani .

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La notizia del giorno? I passi in avanti su un vaccino. 

Il Coronavirus non frena la sua corsa. Sono ormai oltre i 3 milioni i contagiati, 224.000 le vittime, a livello mondiale. E mentre gli Stati Uniti registrano il numero più alti di morti e di infetti (rispettivamente 60.000 persone le vittime e 1 milione le persone affette da Covid 19), la Svezia si dimostra il miglior Paese al mondo ad aver affrontato la situazione, senza lockdown o misure restrittive, ma semplicemente “chiedendo” alla popolazione di essere responsabile.

In arriva il vaccino?

E’ Oxford a strappare una speranza oggi. I ricercatori del Jenner Institute a Oxford hanno messo a punto un primo vaccino, il quale sarà ora testato su 6.000 pazienti volontari. Entro il mese di maggio, dopo verificate le loro condizioni di salute, questi volontari saranno sottoposti al vaccino, per vedere le reazioni e se effettivamente avrà un qualche effetto sul Covid 19.

Matteo Liguori, manager dell’impresa IRBM che collabora con l’istituto di Oxford, ha spiegato che se ci saranno effetti positivi, un primo vaccino potrebbe già essere disponibile per settembre di quest’anno.

Altra possibilità si trova nel Montana, più precisamente presso il Rocky Mountain Laboratory del National Institute Of Health. Un primo vaccino era stato somministrato a una selezione di scimmie macaco rhesus, esposte poi al virus.

Nel giro di 28 giorni, le scimmie sono tutte guarite, ma i ricercatori stanno ancora studiando i dati, quindi è presto per cantar vittoria. Sono state scelte questa tipologia di scimmie perché, come ha spiegato il ricercatore Vincent Munster, sono gli animali che più assomigliano all’uomo, e che quindi potrebbero mostrare effetti molti simili a quelli che un eventuale vaccino potrebbe sviluppare sugli essere umani.

Vietato essere troppo ottimisti

Nonostante le buone notizie su un possibile vaccino, non si può abbassare la guardia e soprattutto credere che nel giro di pochi mesi sia tutto finito.

Difatti, tutti i vaccini hanno bisogno di ulteriori e approfonditi test e sperimentazioni. Solo quando i ricercatori saranno sicuri al 100% della loro efficacia, potranno annunciare che anche il Covid 19 si può sconfiggere. 

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