Cassa integrazione: ad aprile tante richieste quante quelle ricevute in un anno

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cassa integrazione

Aprile è stato il mese del lockdown. Per 30 giorni, un Paese intero è stato a guardare il numero dei morti, dei positivi, dei ricoverati in continuo aumento. Le aziende hanno iniziato a chiudere, i dipendenti licenziati o in cassa integrazione.

E sono iniziati i primi aiuti da parte del governo. E se per alcuni liberi professionisti il bonus di 600 euro è arrivato, alcuni ancora oggi attendono sia il bonus che la cassa integrazione.

Per quanto riguarda i dipendenti, l’Inps ha autorizzato 835,2 milioni di ore di cig. E queste valgono solamente per le richieste inviate a seguito dell’emergenza sanitaria. L’Inps ha spiegato inoltre che “l’entità di tale numero è così elevata che non risulta comparabile con la misura delle autorizzazioni effettuate nei primi mesi del 2020, ma piuttosto con il totale delle ore annue autorizzate nel periodo di crisi che va dal 2009 al 2014: per tutto il 2009, primo anno della grande crisi economico-finanziaria, furono infatti autorizzate 916,1 milioni di ore“.

Il numero di ore si fa ancora più drammatico pensando che nei primi 3 mesi dell’anno, quindi tra gennaio e marzo, il saldo delle ore era tra i 10 e i 13 milioni al mese. L’aumento di aprile è stato del 6.000 per cento.

Chi è rimasto più penalizzato in cassa integrazione

Oltre il 60% delle richieste di cassa integrazione ordinaria sono state richieste dalle aziende che producono macchinari e apparecchi elettrici, del settore metallurgico, della produzione tessile e del legno. Per quanto riguarda la cig in deroga, i primi due posti con il maggior numero di ore ci sono i commercio (16 milioni di ore) e “alberghi e ristoranti” (12,2 milioni).

Le parti mancanti della cassa integrazione e del bonus per le partite IVA verrà elargito entro la fine di maggio. I ritardi, oltre a problemi provenienti da alcune regioni, sono motivati dalla possibilità di eseguire solamente 2,2 milioni di bonifici al giorno. Per questo motivo, l’Inps ha dovuto spezzettare le richieste in diverse tranche.

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