Banco dei pegni presi d’assalto dalle famiglie italiane per avere soldi

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banco dei pegni

I sussidi tardano ad arrivare, la cassa integrazione non si ancora quando arriverà, i primi aiuti sono pochi. E gli italiani si arrangiano come riescono, anche impegnando i gioielli di famiglia, i vecchi ricordi, qualsiasi cosa che abbiano di valore in casa va al banco dei pegni.

Sembra rimasta l’unica possibilità per riuscire ad andare avanti, almeno fino a quando lo Stato non sbloccherà la situazione, facendo arrivare nel conto degli italiani disoccupati o in cassa integrazione le prime tranche di pagamenti.

Un aumento pari al 30% e orari d’apertura estesi per far fronte all’assalto di persone che si affidano a questi centri per ottenere qualche centinaia di euro.

Italiani in fila al banco dei pegni per sopravvivere

Una fila di 70 persone anche, in alcune città. Ci sono dei clienti abituali, che vengono a rinnovare il contratto, ma la maggior parte sono nuovi clienti.

Ci sono lavoratori rimasti a casa e che ancora non hanno ricevuto soldi, richiedenti dei buoni spesa che non sono ancora arrivati, persone che con tutte le spese da sostenere, non riescono ad arrivare a fine mese.

Una situazione critica, da crisi nera, che peggiorerà soltanto se non gli istituti di credito continueranno a rimanere fermi.

Ma non solo solamente privati che si rivolgono al banco dei pegni. Affide, leader europeo nel credito su pegno, spiega che ora sono anche baristi o proprietari di piccoli negozi a chiedere prestiti in cambio di orologi, anelli, collanine e bracciali. Sono tutte vittime del lockdown ma soprattutto del Coronavirus.

Ma come funziona?

Al banco dei pegni, una persona in difficoltà porta un oggetto prezioso, che lascia all’operatore in cambio di una somma di denaro. Mediamente, si parla di circa 1000 euro e il 95% dei prodotti viene poi restituito al proprietario, in cambio ovviamente del ritorno dei soldi prestati. Solo il 5% viene invece venduto all’asta.

Un oggetto verrà venduto solo se non si rinnova il prestito prima della scadenza. In quel caso, il banco dei pegni non potrà più restituire l’oggetto, poiché non più in suo possesso.

Il tutto si fa in pochi minuti: una volta valutato l’oggetto e fatte tutte le verifiche del caso, vengono consegnati i soldi e la documentazione. Burocrazia ridotta al massimo.

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